eppure da qualche parte troverò un posto dove sostare
da qualche parte ci sarà un sogno
e da qualche parte avrò pace
mi fermo a guardare le mie mani, in un certo qual modo rappresentano quello che ho vissuto, le cicatrici della mia vita sono anche li. come quel taglietto che mi feci sul pollice, nel bagno di casa mia, le scottature sul dorso, appena sposata, cuoca proprio penosa, ma lo sono ancora, il taglio sull'indice della mano sinistra, me ne stavo li con il mio dito sotto l'acqua, chiedevo aiuto, ma nn si muoveva, alla fine era una piccola lesione al tendine. o all'altro indice con bicchiere, vedere il mio sangue cosi rosso cupo che scorreva, come nn mi appartanesse quel sangue, mari vieni giu nn riesco a guardarlo, di nuovo al pronto soccorso. e per ultimo, gia, i miei vari lavori, piccole cicatrici invisibili, che loro conoscono bene, sopportano in silenzio, con cura e perizia da ingegnere ricuce i lembi di piccoli tagli. le guardo bene e ci sono anche macchioline, nn molte ma ci sono della vecchiaia, hanno un loro nome lo so. sono secche l'inverno, perche urlano per il freddo, l'estate mi piace vederle abbronzate. nn hanno anelli, solo per poco l'ho portato, in realtà nn ne sono mai stata felice di protarli, ma se guardo bene vedo ancora il segno di qualcosa che doveva essere per sempre, ma nn è stato cosi. l'avevo scelta piccola, nn mi piacciono le cose che si vedono molto. volevo solo che fosse un segno per noi nn per altri.
dimmelo anche tu che il tempo nn ci ha sconosciuto
male e bene mio
che dopo ti hanno amato si ma nn di piu
di tutto il poco che ho potuto io .........
tamburi lontani - claudio
la mia camilla nn è che pisti
70 80 90 100
io me li ricordo bene, erano i primi anni 70, li trovavamo li in "fossa" i vestiti un po strani, li chiamavamo "i barboni", anche se curiosamente forse solo uno o due di loro erano figli di operai gli altri erano figli di benestanti o di quella borghesia che loro detestavano. dicevano che loro nn ci sarebbero cascati avrebbero smesso, poi ogni tanto ne spariva uno di loro e sempre curiosamente i figli degli operai. gli altri no li mandavano in svizzera o dove i padri "borghesi", sapevano dove mandarli. è da li cheho incominciato a pensare che i due pesi e due misure esistono, che nn ci sono vie di mezzo perfino nel momento della morte o comunque di una cosa che alla fine li doveva rendere uguali.l'altra sera su la 7 ne parlavano con il sociologo di turno, che mi dava il voltastomaco, ne parlava con aria saccente come dire io so, io sono i l verbo voi nn potete capire. ma io l'ho vista crescere la "cultura della droga", della ns amica che diceva esco quando voglio o di quella bellissima ragazza persa. avevo letto un libro ambientato a londra "seppellitemi con i miei stivali", storia di ordinaria gioventu di quegli anni, lo "zoo di berlino" sarebbe arrivato quasi 10 anni dopo, a londra era la ribellione a berlino la disperazione.
ci sono passata oggi per di la, quei "barboni" nn li trovi, chi è sopravvissuto è un padre di famiglia e oggi i loro figli hanno la stessa eta di loro, mi piacerebbe sapere che gli raccontano, che sanno di quegli anni e come ci vedono questi figli se immaginano che un tempo speravamo che ci sarebbe stato un "tutto e subito", che avevamo degli ideali e che ci speriamo ancora, dietro questo lavoro tenuto stretto con i denti o quando senti ma si "el pueblo" cantato da claudio e gli inti ti vengono gli occhi lucidi e credi speri che niente sia passato cosi .....
nn so se domani ci saranno foto qui, nn l'ho capito, cosi vi mando l'ultima foto un po nostalgica ma nn posso fare altro
quante volte ti ho pregato. mentre mi graffiavi il cuore,
quante volte ti ho guardato, mentre mi cavavi gli occhi,
quante volte ti ho cercato,
quante volte ti ho trovato,
quante volte ho perso te
- quantevolte - claudio
gli arcobaleni d'altri mondi hanno colori che nn so
lungo ruscelli d'altri mondi nascono fiori che nn ho
fabrizio de andre - intermezzo - tutti morimmo a stento