ununiversoparallelo
nn è che avete le traveggole, semplicemnte è come una stanza nella mia casa, un po' piu raccolta, poco claudio, ma un po più di me
Io non so cosa mi abbia portato a cercare la musica cosi tanto nella mia vita. Forse mia mamma che cantava spesso quando eravamo piccole da conoscere oggi quasi tutto il repertorio degli anni 50 o delle canzoncine da bambini piccoli piccoli. Fatto sta che la mia giornata incomincia accendendo la radio e la ricerco facendo qualsiasi cosa. Come adesso che sto qui con in cuffia un po di registrazione del raduno, fatto con un mp3 da lontano disturbato, ma quello che ti passa è una emozione intensa e ti riporta a quel pomeriggio vissuto cosi in fretta da dover ripercorrerli con calma per riesserci.
L’esecuzione fatta da claudio con savelli è un esempio di quanto l’arte sia importante, il sacro fuoco, che pochi hanno, un duello di pianoforti, un incrocio di musiche.
Ci sono tornata su questo raduno perché ho letto dal blog di giospecial, che il materiale clab probabilmente sarà un dvd tratto dal raduno, se cosi fosse sarebbe davvero un bel regalo da parte di claudio, se nn altro darebbe modo di apprezzare un po di piu quella giornata di arte.
M è arrivata anche una “cosa” in questi giorni, dall’auditorium della sapienza di roma, e ma dovremmo parlarne e ragionarci bene per quello che dice claudio, perche vorrebbe dire affrontare un analisi seria su quella che è la vita, per lui per noi. Su come sia importante affrontarla in maniera diversa soprattutto dare una svolta sul vivere quotidiano.
Leggete qui, claudio nn parla di questo, però
“nel maggio del 2001, in un laboratorio dell’universita del Wisconsin, un monaco buddista venne sottoposto a un curioso esperimento gli venne chiesto di raccogliersi in meditazione indossando una calotta collegata attraverso un centinaio di sensori, a una macchina capace di registrare con precisione ogni minimo mutamento in corso nel suo cervello. Nel momento in cui il monaco diresse la sua compassione verso il bene di un’altra persona, i sensori registrarono un profondo cambiamento della sua condizione psichica, aveva raggiunto uno stato di pura gioia, di serena felicita. (dalla quarta di copertina di “emozioni distruttive” dalai lama, Daniel goleman.
Nn dico che si debba diventare buddisti, anche la religione cattolica, prevede la compassione..
vi mancava?
appare sempre piu spesso qui, il fatto è che mi piace molto cosi come è senza girarci troppo attorno.... questo l'ho rubato dal suo angolo in deejay.it
Parlare di purezza oggi, sembra davvero una cosa complicata.
In realtà il mondo lo chiede.
C'è voglia di bianco, di trasparenza, di solarità, di limpidezza.
Di tornare ad un'infanzia spirituale.
Beati i puri di cuore perchè senza riserve sono aperti alla vita.
Non conoscono incrostazioni mentali. Bevono direttamente dalla sorgente.
E' così difficile ritornare ad un valore dell'essere?
E' così difficile rinunciare?
Nella cultura moderna sembra che la rinuncia rappresenti il medioevo, il castigo.
Un tempo si viveva la mancanza di qualcosa come uno stimolo per ottenerla.
Oggi non c'è tempo.
Si riceve tutto immediatamente. Informazioni, dati, cibo, amore.
C'è bisogno di tornare alle origini per stare bene.
Perchè la purezza è funzionale allo star bene dell'uomo.
Oggi il benessere è malessere.
Ma la vera purezza è riempitiva perchè è libertà vera. Padronanza.
Non possedere e non essere posseduti. Non inquinamento.
E come dice Richard Rohr, francescano americano, c'è il bisogno di ritornare ad un Uomo Selvatico.
Non macho. Ma con un pieno compendio di energia maschile e femminile.
Un uomo libero ed equilibrato.
Integro nella sua umanità. Responsabile.
Un uomo innocente. Pieno.
Un uomo che non vuole possedere nessuno ma semplicemente accogliere.
Capace di donarsi. In grado di riappropiarsi della sua storia.
Capace di sacrificio.
Del resto attraverso il sacrificio si rende sacra la propria esistenza.
E la si purifica.
Proprio per questo motivo il suo senso diventa positivo.
Solo il vigliacco ha paura di essere ciò che è.
Solo chi non gioca mai non sa giocare.
[24 febbraio 2006]
e nn seppi mai soffiarti vento sulle ali....
bravissima famiglia dunque, bravo ragazzo, io nn posso dire lo conoscevo bene, ma cosi ha scelto. che trovi un po di pace almeno là. nn possiamo e nn dobbiamo giudicare niente....
ma loro saranno qui a chiedersi perche. e io scrivo qui, perche nn avro il coraggio di guardarli negli occhi, di un abbraccio.
da qualche parte ho letto, la vita dell'uomo è troppo breve e forse domani morira un'altra stella
"CREDI FIGLIO MIO MI MANCANO I TUOI BACI CHE NN HO E SONO I SOLI BACI CHE IO SO PICCOLO FIGLIO"
faccio ancora quei sogni di perdermi o perdere persone o di perdere o di farmi rubare qualcosa e mi sveglio con un ansia e so che in quel sogno sto malissimo......
piccolo cimelio.....

domani sarà il suo giorno, certo in mezzo a migliaia di atleti, ma i nostri occhi saranno per lui.
"uno in mezzo ai tanti e tanti in uno io anche io
qui tra peccatori e santi io nn sono mica Dio
ma ho creato un sogno mio li avanti.... hangar.
esistono tre tipi di fan.
quello serio che rasenta il professionismo, segue, pedina, il proprio idolo,
sa tutto di lui, vita, "morte" e miracoli, trova i primi posti, si ricorda
tutte le canzoni, e conserva quasi maniacalmente tutto quello che riguarda
l'idolo. nn parla di baglioni, ma di claudio. un concerto nn è un concerto
ma un'occasione di rivedersi e di darsi un prossimo appuntamento, una
piccola compagnia di giro insomma.
la seconda specie di fan è quella che lo segue occasionalmente, data da un
concerto in città, in genere lo trovate sulla quinta sesta fila, pretende,
avendo pagato un signor biglietto di seguire il concerto seduto, e che
davanti nessuno si scomponga, si fanno un sorrisetto tra di loro, come dire
al marito o vicina, "visto sto baglioni?", si animano se sentono qpga e nn
fanno una piega per la signora delle ore scure, verso la fine, nn alla fine,
notate bene, escono per la paura di restare imbottigliati dal traffico e di
corsa a casa. perche la serata "libera" è finita.
terza specie è quella del vorrei ma nn posso... quella delle occasioni
perdute, delle attese vane, del trovarsi di fronte al claudio e restare li
muta, senza riuscire a dirgli niente, del cuore che batte forte quando sta
entrando, di pensare che quello sguardo di sfuggita forse ti ha visto... che
vorrebbe, vorrebbe, ma resti li e ti dici, la prossima volta glielo dico,
invece....
gia direte a che apparteniamo noi? io credo che l'importante sia
appartenere, "be part of", quello si.
tradimenti e orologi
fede era uno che, secondo la nostra teoria, poteva tradire, per lui n nera reato, per esempio dopo essere stato con una, era tornato a casa ubriaco alle tre di mattina e aveva avuto l'ennesimo litigio con marina. lui uomo diclasse, era uscito da quella brutta situazione alla grande, applicando la prin e ofrse l'unica, irremovibile e fondamentale regola: negare, negare, negare, negare, anche di fronte all'evidenza.
marina molto nervosa e con una faccia tiratissima aveva detto: dove c. sei stato fino alle tre di notte?
le tre guarda che ti sbagli è l'una
federico ..... non sono mica scema guarda l'orologio, sono le tre. fede il maestro, aveva guardato l'orologio erano le tre, attimi di silenzio e poi : senti marina mi sono rotto, veramente,, adesso basta! è pazzesco se dopo due anni che stiamo insieme, di cui gli ultimi di convivenza.... credi piu all'orologio che a me allora nn so proprio che dirti,,
DA "un posto nel mondo" il nuovo libro di fabio volo in uscita il 7 febbraio edito da mondadori