LETTEREDALLUNIVERSOPERSODISPERSO

cara corinna, bisogna avere grandi speranze per trovare piccole cose e coltivare grandi sogni per fare piccoli passi buonafortuna claudio - venerdi 17 gennaio 2003 ore 18.24
mercoledì, giugno 14, 2006

per me stadio nn ha quasi mai voluto dire calcio. stadio per è stato 6 giugno 1998, stadio olimpico intendo, roma, da me a te.

forse i sogni  da qualche parte hanno inizio, forse le strade incominciano da qualche parte, capita poi che si incrocino o che diventino parallele per sempre.

il mondo di claudio era davvero a parte e quell'uomo sul palco che attraversava quasi lo stadio,  che si arrabbiava, sudava, ballava, cantava a pochi metri da noi, nn lo sapevo ma sarebbe entrato in maniera cosi presente, nella mia vita. nn sapevo quanto cuore ci mette, nn sapevo che fosse possibile stringergli la mano, nn sapevo quanto questo mondo a parte sarebbe diventato il mio.

poi è arrivato tutto come un fiume in piena, san siro, cinecittà, lugano, stadio della pallacorda, tante città, da saperle girare quasi meglio dei miei posti qui.

c'è una frase che ho trovato, ve la mando, con un grazie moltissime, anche te cla, se mai passerai di qui:

"LA MUSICA LAVA VIA L'ANIMA
DALLA POLVERE DELLA VITA"
berthold auerbach.

postato da letteredalluniversopersodisperso alle ore 23:11 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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mercoledì, giugno 14, 2006

infondo sono solo canzonette, ma questa è la mia adorata tamburilontani,  a voi per la notte e per un nuovo giorno:

TAMBURI LONTANI

Ognuno ha il suo tamburo
un solo ritmo
un canto
della comune solitudine
che noi mettemmo insieme
a starci un poco accanto
su questa via dell'abitudine

il tempo vince sempre
il tempo lui soltanto
si muove e noi restiamo immobili
finche' ci porta un suono
atteso chissa' quanto
e ci promettiamo indivisibili

alberi che sfilano come persone care
fantasmi della strada
devi prendere o lasciare
si comunque vada non come volevi
battono i tamburi battono piu' lontani
e' giusto cosi'
non chiesi mai qualcuno che comprasse la mia 
infelicita'
(tam tam tam)
non piansi mai davanti alla tristezza ma versi 
l'onesta'
(tam tam tam)

dimmelo anche tu
che il tempo non ci ha sconosciuto
male e bene mio
che dopo ti hanno amato meglio
si ma non di piu'
di tutto il poco che ho potuto io

vieni padre mio
usciamo a fare un giro e guida tu
e guarda avanti e non parliamo piu'
albero padre con un ramo solo

e come tutto torna e come tutto passa
le cose cambiano per vivere
e vivono per cambiare
il mare s'alza e abbassa

ed ogni giorno siamo dietro ad una cassa
a dare il resto e poi sorridere
un ballo senza fiato se la banda passa
e finche' non smetti di rincorrere

le storie muoiono quando c'e' piu' paura
di perdersi che voglia di tenersi e com'e' dura
quella soglia e come siamo noi i diversi
cambiano le scene cambiano le battute
e anche i battuti
io non potro' incontrarvi in nessun luogo
in nessun'altra eta'
(tam tam tam)
fermar l'urgenza del mio cuore
il cuore di un uomo a meta'
(tam tam tam)

pensa amore mio
che t'insegnai mille altri cieli
e non seppi mai
soffiarti il vento sulle ali
aspettai un addio
e il giorno di lasciarmi ti lasciai

credi figlio mio
mi mancano i tuoi baci che non ho
e sono i soli baci che io so
piccolo figlio

e tu compagno dalle orecchie a punta
io ti parlai di me
come a un fratello a cui ci si racconta
io non ne avevo e allora presi te
e quella tua sgomenta
e nostra malattia di vivere

giura amico mio
che glielo metteremo ancora li'
a questa vita che va via cosi'
senza aspettarci

tam tam tam
tam tam tam
postato da letteredalluniversopersodisperso alle ore 01:13 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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sabato, giugno 03, 2006

Ieri ho vissuto una giornata intensa ricca di emozioni quelle che ti rimettemo un po in pace con te e con il mondo.

 

Niente di speciale siamo stati li a guardare la bellezza dell’arte, di quello che l’uomo nel corso di un paio di millenni ha fatto, l’ingegno. Mosaici di rara bellezza, la costruzione di una cucina, e queste chiese con delle volte celestiali. Ci chiedevano  ma vi fermate molto? E poi erano loro i custodi a indicarci il giardino, quella chiesa sopra l’alta con delle volte coloratissime, nn ne so di arte, nulla, ma la bellezza quella si  vede. È il bello  che bisogna ricercare, il bello dell’animo, il bello della passione, il bello di costruzioni,  anelli, ciotole, tegami, eppure loro stavano li per dei giorni, fine lavoro di artigianato, noi diamo tutto per scontato ormai.

 

Mai dimenticare le proprie radici, quello che siamo stati, perche perderemmo di vista la nostra di vita. Mai credere di essere arrivati, perche ogni momento della nostra vita è un inizio per ripartire, mai guardare  con invidia, perche niente e nessuno ha niente più di te, ma ha qualcosa come te, la vita.

 

p.s. – se passate da brescia, passate da santa giulia…

 

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avrai sorrisi sul tuo viso, come d'agosto grilli e stelle, storie fotografate dentro un album rilegato in pelle .....


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