
potrebbero essere i miei, senza ombra di dubbio. nn che mio papà fosse gregory peck e mia mamma audrey, è che in quegli anni andava cosi. in particolare per mio papà. aggiustava le moto, meccanico di moto da 10 anni in poi. far diventare poi quel mestiere la propria passione. attorniato da moto per una vita, la macchina era qualcosa in più. come si fa a cercare di scrivere, la paura piu grossa è nn riuscire o meglio dimenticare qualcosa. la vita ti scorre cosi velocemente addosso, che ti guardi indietro e "le voilà mort".
in realtà mi accorgo di essere cresciuta con i loro ricordi. loro hanno fatto la guerra o meglio l'hanno vissuta. vivere a salò in quegli anni a parlarne oggi si strabuzzano gli occhi, invece per loro era cosi.nn c'era da mangiare. è questa la storia di fronte alla quale dobbiamo sederci e ascoltare. quella vissuta sulla pelle.....

la parola gioco dunque. si cresce giocando, almeno si dovrebbe. c'è chi diventa professionista del gioco, ci fa i soldi, magari tanti. cè hi prende la vita per gioco e chi si prende la tua vita per gioco ...
complimenti


meglio tardi che maiiiiiiiiiiiii
augurissssssssssssssssiiiiiiiiiiimmmmmmmmiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
per tutto ma tutto
e questo magnifico battibecco....
forse questa canzone ha troppi ricordi per quelli della mia età ....