
forse è una delle tante storie che si raccontano.. si dice che viveva lontano in palazzi e che nn gli interessava piu niente della gente. della sua vita o della magia, nn c'era piu nessuna differenza, lasciarsi avvicinare quel tanto che bastava, lasciarsi toccare, sentire la pressione di qualche mano sulla spalla, ecco è qui, si girava, abbozzava un sorriso e s4 ne andava.
che sottile invisibile linea divideva la sua vita dalle serate, che sottile invisibile sipario la sua vita ..
nn ci aveva sperato da ragazzo, accarezzava le corde della chitarra e mettere unsieme quelle note sembravano una magia. strimpella strimpella dicevano i vicini, il papà diceva lasciatelo fare, vedrete il mio ragazzo, sapra tirare fuori da quel legno qualcosa che vi incanterà.
una piccola strada in salita era diventata la sua vita, quelle di montagna, all'ombra di piante che si intrecciano e ti lasciano intravedere la luce,per poi allargarsi allo sterrato e all'asfalto, ma andò così. andò di serate sommerse dalla gente, di serate solitarie in albergo, di alzate all'alba, andò di rimpianti, di corse in auto, del silenzio, del mare, delle rocce del vento..di un figlio
e poi c'erano loro, infaticabili, insofferenti a tutto, agli sguardi pietosi, alle code, alle follie, alle nottate, ai km, alla pioggia, alle bugie.
ci sarebbe mai stato un modo per incontrarli quei mondi, attori e spettatori, quanto si sarebbero scambiati quei ruoli e quanto aspirava a quello. vattene via, corri da questa vita, riprendina una a caso e fa che sia la tua.
nn facile questa magia, era entrare in un altro ruolo, ma andava fatto. successe cosè, puff, piombò, ci si infilò, camicia, calzoni, scarpe di colpo e di colpo era tornato quel ragazzo ormai uomo, vicino alla stessa casa. ecco ce l ho fatta! ho visto troppo e tutto, ora devo riprendere a osservare, vivere con lentezza, torno in quella casa, si ricordava dove cercare, nel sottoscala e era li, il legno era schiarito, le corde allentate, ma ritrovo in fretta le note, ci provò almeno, ci provò ...